Come Se Fosse Antani

scappellato a destra sotto l'arco di Trionfo..

Eccomi

Utente: cmenzani
Nome: Claudio Menzani
Nel 1982 acquistai un VIC20 l'anno successivo un Apple IIc (pagandolo in 36 rate di 70.000 lire cadauna, fui costretto ad interrompere il mio dolce far niente per pagarlo). Da allora la passione per l'informatica (e non solo) mi accompagna.

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02/08/2008
Ultimo post

Dopo un bel pò di tempo di presenza su Splinder con questo post concludo la mia esperienza su questa piattaforma che ringrazio per avermi ospitato devo dire con complessiva  soddisfazione.

Come in tutte le esperienze si cresce ed ho quindi deciso di "mettermi in proprio"  chi desidera continuare a seguirmi lo può fare su www.claudiomenzani.com , a tutti gli altri un caloroso saluto.


CIAO !!!!!!

Postato da: Claudio a 02/08/2008 08:11 | link | commenti |

19/07/2008
anobii.com - La tua libreria on line

Sempre della serie rendiamo pubbliche passioni, attività, aspirazioni perchè non pubblicare on line il catalogo della propria libreria.

Naturalmente c'è già chi ha già pensato e l'ha pure pensato bene perchè anobii.com è veramente un portale meritevole di attenzione.

Dopo una rapida registrazione inizi ad inserire i libri che hai letto, stai leggendo, che hai abbandonato o che consulti periodicamente, lo puoi fare inserendo il titolo o (ed è molto più rapido) introducendo il codice ISBN (codice internazionale che identifica in modo univo ogni singola opera).
Il sistema recupera rapidamente il libro presentando la sua copertina e tu non fai altro che corredarlo di informazioni (facoltative) che riguardano quando e come (libreria tradizionale o online) lo hai acquistato, se lo hai letto e quanto ti è piaciuto.

La cosa più simpatica e che nel fare questa operazione ho ripreso in mano tanti libri (per il momento ne ho inseriti solo una cinquantina) e sfogliandoli mi sono riemerse alla memoria  chi me lo ha regalato o che cosa stavo facendo nel periodo che lo stavo leggendo.

Un piccolo e simpatico tuffo nel mio passato.

anobii La mia libreria on line

Naturalmente esistono già applicazione che ti permettono di gestire la tua libreria online anche da altri social network come l'omnipresente Facebook.

Postato da: Claudio a 19/07/2008 12:55 | link | commenti (2) |
social networking, web 2 0, facebook, anobii

Me medesimo e Vivido su Facebook

Ecco il mio profilo su Facebook





e quello di Vivido



Postato da: Claudio a 19/07/2008 10:24 | link | commenti |
marketing, social networking, web 2 0, facebook, vivido

17/07/2008
50 modi per utilizzare al meglio i Social Media

Post tratto dal blog di Chris Brogan , contente consigli più che utili sia per novellini che per frequentatori del mondo dei social network 50 Ways Marketers Can use Social Media to Improve Their Marketing

Postato da: Claudio a 17/07/2008 08:01 | link | commenti |
social networking, web 2 0

14/07/2008
Un futuro per Microsoft

Riporto integralmente un post scritto da Alessandro Bottoni da Punto Informatico che è la continuazione di quello scritto qualche giorno fa sempre su Punto Informatico da Luca Annunziata dal titolo Ballmer: se Microsoft cambia, cambiate tutti.

Un pò lungo ma - come si dice -  merita.

***********************************

Roma - Leggo su Punto Informatico che "Steve Ballmer, CEO di Microsoft, sceglie il 2008 e la conferenza mondiale dei partner Microsoft, in corso in Texas, per ribadire l'intenzione della sua azienda di farsi strada in rete attraverso la vendita di servizi alle imprese. Perché quello che si può fare in locale con Sharepoint e Dynamics, vale a dire gli strumenti di comunicazione e condivisione pensati per gli uffici, si può fare anche via Internet. (da Ballmer: se Microsoft cambia, cambiate tutti, di Luca Annunziata).
Francamente, le affermazioni di Steve Ballmer scatenano una ridda di riflessioni, non tutte positive, sul futuro di Microsoft.

BigM buona ultima
Quello che Microsoft sta cercando di fare è convertirsi da un modello distributivo "Software as a product" (SaaP) ad un modello "Software as a service" (SaaS). In buona sostanza, invece di vendere scatole (con dentro dei DVD), vuole vendere degli abbonamenti.

Sul fatto che questa sia l'evoluzione "giusta" ed inevitabile del mercato del software, ci sono pochi dubbi. I vantaggi sono notevoli, sia per il produttore che per l'utente. Il produttore non deve più avere una catena produttiva e distributiva. Basta una batteria di server. Gli aggiornamenti non devono più essere distribuiti ma solo installati sui server e la pirateria può essere combattuta con grande facilità. L'utente non deve più preoccuparsi di installazioni, aggiornamenti e backup. Deve solo accedere al servizio ed usarlo.
L'unica esigenza "delicata" dell'utente è quella di poter lavorare sia online che offline, in modo da non dipendere dalla connessione ADSL o Wi-Fi. Questa esigenza è già stata soddisfatta da strumenti "tradizionali" come ThinkFree e da soluzioni più innovative, come Google Gears.

Il problema è che questa "strategia" non può certo considerarsi innovativa. Lo sviluppo di applicazioni desktop di tipo "thin client" come queste viene portato avanti almeno dal 1998, a partire da progetti come www.desktop.com (DHTML), per arrivare fino a GHOST (Flash + AJAX, vedi http://g.ho.st/) ed a prodotti altamente innovativi come DesktopOnDemand.

Microsoft arriva quindi buona ultima in questa corsa. Cosa ancora più grave, arriva dietro aziende e progetti gratuiti e persino dietro progetti open source come EyeOS e YouOS.

Da alleati a nemici
Come fa notare Luca Annunziata, il passaggio da un modello distributivo all'altro comporta l'abbandono della catena distributiva esistente. Anni fa, mentre lavoravo per una software house italiana leader nel suo settore, ho assistito dall'interno ad un passaggio simile, quello dalla distribuzione del programma attraverso la catena dei distributori locali alla distribuzione via Internet da un unico sito di e-commerce.

Per poter procedere a questa transizione, il prezzo del prodotto ha dovuto passare da circa 6000 euro a meno di 1200. Questo perché nessun utente si sarebbe mai fidato ad acquistare un prodotto di classe medio/alta da un sito di e-commerce. Nello stesso tempo, la rete dei distributori ha deciso di passare dal nostro prodotto ai due suoi principali concorrenti (distribuiti in modo tradizionale).

Il risultato netto è stato che il mercato di riferimento dell'azienda è passato dal mercato nazionale a quello globale ma il fatturato globale è crollato al 40% di quello dell'anno precedente, con gli effetti facilmente immaginabili.

La rete di distributori può fare la fortuna di una azienda ma può anche segnarne la fine. Questo Ballmer lo sa bene ed ha già previsto di pagare i suoi distributori attuali per non incorrere nelle loro ire. Il peso di questa spesa ricadrà sugli utenti, rendendo impossibile una concorrenza ad armi pari con altre aziende già presenti sul mercato, come le già citate ThinkFree e GHOST.

I resti delle mura di Babilonia
Fino a qualche anno fa, si poteva scrivere un documento di testo in un modo solo: con MS Word. La ragione era banale: se si utilizzava un qualunque altro programma, od un qualunque altro formato, nessuno sarebbe stato mai in grado di leggerlo. Tutti possedevano ed usavano Word e Word leggeva/scriveva solo il suo formato ed i formati che non rappresentavano un pericolo per Microsoft (RTF e simili).

Al giorno d'oggi si può scrivere un documento con OpenOffice o con ThinkFree e passarlo al destinatario senza preoccupazioni. Il destinatario, infatti, può a sua volta scaricare gratuitamente e liberamente OpenOffice o ThinkFree dai rispettivi siti ed usarli per leggere il documento e per modificarlo. Chiunque altro, nel tratto successivo della stessa catena, può fare altrettanto.
In alternativa, si può scrivere il documento con l'editor online di Google Docs o di GHOST e renderlo disponibile ai collaboratori direttamente sul sito del fornitore del servizio. I destinatari dovranno solo fare il log-in per poter accedere al documento. Niente da installare, niente da acquistare, niente da capire. Quasi tutti i servizi di questo tipo sono liberi e gratuiti almeno nella loro versione base.

Le mura che difendevano il territorio di Microsoft sono cadute da tempo. Non siamo più ai tempi di MS/DOS o di Word 6.0. Misurarsi contro avversari che godono degli stessi privilegi, come Google o GHOST, non sarà facile come combattere contro concorrenti a cui erano state tarpate le ali, in vari modi e per varie ragioni, come WordPerfect o OS/2.

Utenti Windows, Utenti Google
La vera assicurazione sulla vita di Microsoft è sempre stato il famoso "utente Microsoft". Ve lo presento:

"Si lo so che ci sono altri programmi, so anche che sono migliori e che sono gratuiti, ma... non ci voglio pensare. Io uso il computer solo come macchina da scrivere e non voglio crearmi dei problemi inutili. Non voglio imparare un nuovo programma. Ho già fatto una fatica bestia ad imparare quello di MS. Insomma, mi va benissimo il software della mutua."

Inscalfibile. Potevi metterlo davanti a MS office (679 euri) ed a OpenOffice (0,0 euri), dimostrargli che OpenOffice Writer risolveva ogni loro problema e che riusciva persino ad aprire i documenti di MS Word che Word stesso, due release dopo, non era più in grado di aprire, ma lui continuava imperterrito a comprare MS Office. Perché "Ho bisogno di un programma professionale, non di un programmino gratuito."

Al giorno d'oggi, però, questa gente sta andando in pensione. Al loro posto stanno arrivando schiere di ragazzini cresciuti a pane e PlayStation e che, da quando studiano e lavorano, usano Google. Apprezzano Google. Si fidano di Google.

Tanti auguri Microsoft...
Francamente, credo che ne avrai bisogno.
Proprio ieri è arrivata in Italia la notizia che la catena americana di grandi magazzini Best Buy ha sui suoi scaffali da qualche giorno Ubuntu Linux. La scatola di Ubuntu Linux costa 19.99US$ (circa 13 euro) e comprende l'equivalente di Microsoft Windows, Microsoft Office e gran parte degli altri programmi abitualmente usati dagli utenti privati. Oltre a questo, c'è un periodo di assistenza telefonica inclusa nel prezzo.

Come si misurerà Microsoft con realtà come queste? Potrà resistere ad un concorrente che costa meno di venti dollari (una sola volta nella vita) quando la sua migliore offerta (il software online) costa 50 US$ al mese? O quando la sua offerta tradizionale (Windows + Office) supera i mille euro?
Quanti abbonamenti dial-up (modem a 56Kb/sec) da 20 euro al mese vedete in giro da quando esiste la possibilità di collegarsi ad Internet in questo modo gratuitamente?

Alessandro Bottoni

Postato da: Claudio a 14/07/2008 13:15 | link | commenti |
google, microsoft

11/07/2008
Ballmer: se Microsoft cambia, cambiate tutti

E' il titolo di questo post pubblicato su Punto Informatico che consiglio di leggere con molta attenzione.

Se è vero, e c’è da crederlo, il futuro di tutto quello che ruota intorno al mondo Microsoft sia in termini
di sviluppo che sistemistici (vedi la centralizzazione su data center proprietari di Microsoft) è destinato
a cambiare radicalmente.

 

C’è ne a sufficienza per riflettere, e visti i tempi rapidi con cui il (nostro) mondo tecnologico cambia, e per prendere velocemente le decisioni opportune riguardante il futuro professionale.

Postato da: Claudio a 11/07/2008 07:21 | link | commenti |
microsoft

09/07/2008
Linkedin: io non capisco la gente che ...

(Parlo di Linkedin ma può valere per qualsiasi altro social network)

Io non capisco la gente (parafrasando il verso di una vecchia canzonetta) chi ti invita o accetta un invito ad esempio su Linkedin, ma che non permette agli altri di poter accedere alle proprie Connection.

Mi sembra che dietro questo comportamento si celi la paura  che qualcuno possa mettere il naso nel "mio" orticello.

A parte questo, che comunque dal punto di vista dell'etichetta web 2.0 mi sembra una scortesia bella e buona,  questi utenti o non hanno compreso a fondo che il web 2.0 si basa sulla condivisione e che l'impressione che offrono è che hanno qualcosa da nascondere o che il loro network è talmente prezioso da non poter essere condiviso con gli altri.

Ripeto è solo una questione di etichetta poi è chiaro che ognuno è libero di far quel che meglio crede del suo "patrimonio" di conoscenze.

Postato da: Claudio a 09/07/2008 07:56 | link | commenti (2) |
social networking, web 2 0, linkedin

06/07/2008
Nuove sottolineature - La saggezza della folla di James Surowiecki

Pubblicate le mie sottolineature da La saggezza della folla di James Surowiecki


 

Postato da: Claudio a 06/07/2008 12:45 | link | commenti (1) |
sottolineature

24/06/2008
Piattaforme per l'Enterprise 2.0

Tratto da questo post pubblicato sul The Social Enterprise - Enterprise 2.0 : Il web 2.0 dentro l'azienda.
E' parte di un resoconto sul forum sull'Enterprise 2.0 che si è tenuto a Boston nei primi giorni di giugno.

[...]

Così come Google, Microsoft ha fatto una pessima figura durante l’intera conferenza (a parte il caso di Lockheed Martin, basato su Sharepoint, che tuttavia ha richiesto 40 persone e qualche milione di dollari per la customizzazione). Sharepoint si è confermata una piattaforma non pronta ed assolutamente non adatta all’Enterprise 2.0 se non in seguito ad un pesantissimo lavoro di adattamento. La sua roadmap è eccessivamente lenta in un mercato così rapido e reattivo. Nonostante questo è chiaro che la sua omnipresenza le garantirà un ruolo primario all’interno delle aziende.

Ibm ha continuato a mostrare Connections e Quickr e possiede al momento la migliore soluzione Enterprise 2.0 sul mercato. Non sono però convinto della poca linearità del processo di acquisto e deployment (è necessario portarsi a casa l’infrastruttura tipicamente utilizzata da IBM, il costo è veramente elevato, il wiki non è disponibile se non acquistando insieme Connections e Quickr).

La parte da leone all’interno di molti contesti la faranno probabilmente le offerte best-of-the-breed, prodotti che hanno anticipato e fatto il mercato (come Socialtext, Confluence, Connectbeam, Jive, Newsgator, etc) e che oggi si stanno integrando a Connections e Sharepoint per colmarne le lacune e trascinare l’innovazione. Di queste tecnologie parlerò nei prossimo mesi, annunciando alcune importanti novità sull’Italia.

Il sentiment di fondo è che l’Enterprise 2.0 è ancora nella sua infanzia. La sua carica innovativa e le differenze con il mondo tradizionale enterprise sono forti, ma le azienda fanno ancora fatica a coglierne sfide ed opportunità. Questo discorso vale ancora di più per l’Europa.

Il pubblico dell’Enterprise 2.0 Conference di Boston era quasi al 100% americano (pochi australiani, pochi europei, pochissimi asiatici), mentre è chiaro che questo mercato sta crescendo aggressivamente proprio in Europa ed Asia, all’interno di contesti culturali, linguistici, economici molto diversi da quelli statunitensi. E’ anche per questo che sono straconvinto della necessità di moltiplicare eventi come l’International Forum on Enterprise 2.0.

Postato da: Claudio a 24/06/2008 11:32 | link | commenti (1) |
opensource, social networking, enterprise 20

22/06/2008
Xen Virtual Day - il video


Questo è il risultato del montaggio molto artigianale che ho fatto in questo fine settimana.

Grazie a Stefano Santini per le riprese.

Postato da: Claudio a 22/06/2008 14:04 | link | commenti |
virtualizzazione, youtube, vivido, xenserver, xendesktop, xenapp

Ultimi Commenti

monicangels in anobii.com - La tua...


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:TESTO:Dopo un bel pò di tempo di presenza su Splinder con questo post concludo la mia esperienza su questa piattaforma che ringrazio per avermi ospitato devo dire con complessiva  soddisfazione.

Come in tutte le esperienze si cresce ed ho quindi deciso di "mettermi in proprio"  chi desidera continuare a seguirmi lo può fare su www.claudiomenzani.com , a tutti gli altri un caloroso saluto.


CIAO !!!!!! :ENDTESTO:
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:POSTTITLE:anobii.com - La tua libreria on line:ENDPOSTTITLE:
:TESTO:Sempre della serie rendiamo pubbliche passioni, attività, aspirazioni perchè non pubblicare on line il catalogo della propria libreria.

Naturalmente c'è già chi ha già pensato e l'ha pure pensato bene perchè anobii.com è veramente un portale meritevole di attenzione.

Dopo una rapida registrazione inizi ad inserire i libri che hai letto, stai leggendo, che hai abbandonato o che consulti periodicamente, lo puoi fare inserendo il titolo o (ed è molto più rapido) introducendo il codice ISBN (codice internazionale che identifica in modo univo ogni singola opera).
Il sistema recupera rapidamente il libro presentando la sua copertina e tu non fai altro che corredarlo di informazioni (facoltative) che riguardano quando e come (libreria tradizionale o online) lo hai acquistato, se lo hai letto e quanto ti è piaciuto.

La cosa più simpatica e che nel fare questa operazione ho ripreso in mano tanti libri (per il momento ne ho inseriti solo una cinquantina) e sfogliandoli mi sono riemerse alla memoria  chi me lo ha regalato o che cosa stavo facendo nel periodo che lo stavo leggendo.

Un piccolo e simpatico tuffo nel mio passato.

anobii La mia libreria on line

Naturalmente esistono già applicazione che ti permettono di gestire la tua libreria online anche da altri social network come l'omnipresente Facebook. :ENDTESTO:
:POSTDATA:19/07/2008 12:55:ENDPOSTDATA:
:POSTCATEG:social networking, web 2 0, facebook, anobii:ENDPOSTCATEG:
:POSTAUTHOR:cmenzani:ENDPOSTAUTHOR:
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:POSTTITLE:Me medesimo e Vivido su Facebook:ENDPOSTTITLE:
:TESTO:Ecco il mio profilo su Facebook





e quello di Vivido



:ENDTESTO:
:POSTDATA:19/07/2008 10:24:ENDPOSTDATA:
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:POSTTITLE:50 modi per utilizzare al meglio i Social Media:ENDPOSTTITLE:
:TESTO:Post tratto dal blog di Chris Brogan , contente consigli più che utili sia per novellini che per frequentatori del mondo dei social network 50 Ways Marketers Can use Social Media to Improve Their Marketing :ENDTESTO:
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:POSTTITLE:Un futuro per Microsoft:ENDPOSTTITLE:
:TESTO:Riporto integralmente un post scritto da Alessandro Bottoni da Punto Informatico che è la continuazione di quello scritto qualche giorno fa sempre su Punto Informatico da Luca Annunziata dal titolo Ballmer: se Microsoft cambia, cambiate tutti.

Un pò lungo ma - come si dice -  merita.

***********************************

Roma - Leggo su Punto Informatico che "Steve Ballmer, CEO di Microsoft, sceglie il 2008 e la conferenza mondiale dei partner Microsoft, in corso in Texas, per ribadire l'intenzione della sua azienda di farsi strada in rete attraverso la vendita di servizi alle imprese. Perché quello che si può fare in locale con Sharepoint e Dynamics, vale a dire gli strumenti di comunicazione e condivisione pensati per gli uffici, si può fare anche via Internet. (da Ballmer: se Microsoft cambia, cambiate tutti, di Luca Annunziata).
Francamente, le affermazioni di Steve Ballmer scatenano una ridda di riflessioni, non tutte positive, sul futuro di Microsoft.

BigM buona ultima
Quello che Microsoft sta cercando di fare è convertirsi da un modello distributivo "Software as a product" (SaaP) ad un modello "Software as a service" (SaaS). In buona sostanza, invece di vendere scatole (con dentro dei DVD), vuole vendere degli abbonamenti.

Sul fatto che questa sia l'evoluzione "giusta" ed inevitabile del mercato del software, ci sono pochi dubbi. I vantaggi sono notevoli, sia per il produttore che per l'utente. Il produttore non deve più avere una catena produttiva e distributiva. Basta una batteria di server. Gli aggiornamenti non devono più essere distribuiti ma solo installati sui server e la pirateria può essere combattuta con grande facilità. L'utente non deve più preoccuparsi di installazioni, aggiornamenti e backup. Deve solo accedere al servizio ed usarlo.
L'unica esigenza "delicata" dell'utente è quella di poter lavorare sia online che offline, in modo da non dipendere dalla connessione ADSL o Wi-Fi. Questa esigenza è già stata soddisfatta da strumenti "tradizionali" come ThinkFree e da soluzioni più innovative, come Google Gears.

Il problema è che questa "strategia" non può certo considerarsi innovativa. Lo sviluppo di applicazioni desktop di tipo "thin client" come queste viene portato avanti almeno dal 1998, a partire da progetti come www.desktop.com (DHTML), per arrivare fino a GHOST (Flash + AJAX, vedi http://g.ho.st/) ed a prodotti altamente innovativi come DesktopOnDemand.

Microsoft arriva quindi buona ultima in questa corsa. Cosa ancora più grave, arriva dietro aziende e progetti gratuiti e persino dietro progetti open source come EyeOS e YouOS.

Da alleati a nemici
Come fa notare Luca Annunziata, il passaggio da un modello distributivo all'altro comporta l'abbandono della catena distributiva esistente. Anni fa, mentre lavoravo per una software house italiana leader nel suo settore, ho assistito dall'interno ad un passaggio simile, quello dalla distribuzione del programma attraverso la catena dei distributori locali alla distribuzione via Internet da un unico sito di e-commerce.

Per poter procedere a questa transizione, il prezzo del prodotto ha dovuto passare da circa 6000 euro a meno di 1200. Questo perché nessun utente si sarebbe mai fidato ad acquistare un prodotto di classe medio/alta da un sito di e-commerce. Nello stesso tempo, la rete dei distributori ha deciso di passare dal nostro prodotto ai due suoi principali concorrenti (distribuiti in modo tradizionale).

Il risultato netto è stato che il mercato di riferimento dell'azienda è passato dal mercato nazionale a quello globale ma il fatturato globale è crollato al 40% di quello dell'anno precedente, con gli effetti facilmente immaginabili.

La rete di distributori può fare la fortuna di una azienda ma può anche segnarne la fine. Questo Ballmer lo sa bene ed ha già previsto di pagare i suoi distributori attuali per non incorrere nelle loro ire. Il peso di questa spesa ricadrà sugli utenti, rendendo impossibile una concorrenza ad armi pari con altre aziende già presenti sul mercato, come le già citate ThinkFree e GHOST.

I resti delle mura di Babilonia
Fino a qualche anno fa, si poteva scrivere un documento di testo in un modo solo: con MS Word. La ragione era banale: se si utilizzava un qualunque altro programma, od un qualunque altro formato, nessuno sarebbe stato mai in grado di leggerlo. Tutti possedevano ed usavano Word e Word leggeva/scriveva solo il suo formato ed i formati che non rappresentavano un pericolo per Microsoft (RTF e simili).

Al giorno d'oggi si può scrivere un documento con OpenOffice o con ThinkFree e passarlo al destinatario senza preoccupazioni. Il destinatario, infatti, può a sua volta scaricare gratuitamente e liberamente OpenOffice o ThinkFree dai rispettivi siti ed usarli per leggere il documento e per modificarlo. Chiunque altro, nel tratto successivo della stessa catena, può fare altrettanto.
In alternativa, si può scrivere il documento con l'editor online di Google Docs o di GHOST e renderlo disponibile ai collaboratori direttamente sul sito del fornitore del servizio. I destinatari dovranno solo fare il log-in per poter accedere al documento. Niente da installare, niente da acquistare, niente da capire. Quasi tutti i servizi di questo tipo sono liberi e gratuiti almeno nella loro versione base.

Le mura che difendevano il territorio di Microsoft sono cadute da tempo. Non siamo più ai tempi di MS/DOS o di Word 6.0. Misurarsi contro avversari che godono degli stessi privilegi, come Google o GHOST, non sarà facile come combattere contro concorrenti a cui erano state tarpate le ali, in vari modi e per varie ragioni, come WordPerfect o OS/2.

Utenti Windows, Utenti Google
La vera assicurazione sulla vita di Microsoft è sempre stato il famoso "utente Microsoft". Ve lo presento:

"Si lo so che ci sono altri programmi, so anche che sono migliori e che sono gratuiti, ma... non ci voglio pensare. Io uso il computer solo come macchina da scrivere e non voglio crearmi dei problemi inutili. Non voglio imparare un nuovo programma. Ho già fatto una fatica bestia ad imparare quello di MS. Insomma, mi va benissimo il software della mutua."

Inscalfibile. Potevi metterlo davanti a MS office (679 euri) ed a OpenOffice (0,0 euri), dimostrargli che OpenOffice Writer risolveva ogni loro problema e che riusciva persino ad aprire i documenti di MS Word che Word stesso, due release dopo, non era più in grado di aprire, ma lui continuava imperterrito a comprare MS Office. Perché "Ho bisogno di un programma professionale, non di un programmino gratuito."

Al giorno d'oggi, però, questa gente sta andando in pensione. Al loro posto stanno arrivando schiere di ragazzini cresciuti a pane e PlayStation e che, da quando studiano e lavorano, usano Google. Apprezzano Google. Si fidano di Google.

Tanti auguri Microsoft...
Francamente, credo che ne avrai bisogno.
Proprio ieri è arrivata in Italia la notizia che la catena americana di grandi magazzini Best Buy ha sui suoi scaffali da qualche giorno Ubuntu Linux. La scatola di Ubuntu Linux costa 19.99US$ (circa 13 euro) e comprende l'equivalente di Microsoft Windows, Microsoft Office e gran parte degli altri programmi abitualmente usati dagli utenti privati. Oltre a questo, c'è un periodo di assistenza telefonica inclusa nel prezzo.

Come si misurerà Microsoft con realtà come queste? Potrà resistere ad un concorrente che costa meno di venti dollari (una sola volta nella vita) quando la sua migliore offerta (il software online) costa 50 US$ al mese? O quando la sua offerta tradizionale (Windows + Office) supera i mille euro?
Quanti abbonamenti dial-up (modem a 56Kb/sec) da 20 euro al mese vedete in giro da quando esiste la possibilità di collegarsi ad Internet in questo modo gratuitamente?

Alessandro Bottoni :ENDTESTO:
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Se è vero, e c’è da crederlo, il futuro di tutto quello che ruota intorno al mondo Microsoft sia in termini
di sviluppo che sistemistici (vedi la centralizzazione su data center proprietari di Microsoft) è destinato
a cambiare radicalmente.

 

C’è ne a sufficienza per riflettere, e visti i tempi rapidi con cui il (nostro) mondo tecnologico cambia, e per prendere velocemente le decisioni opportune riguardante il futuro professionale.

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:TESTO:(Parlo di Linkedin ma può valere per qualsiasi altro social network)

Io non capisco la gente (parafrasando il verso di una vecchia canzonetta) chi ti invita o accetta un invito ad esempio su Linkedin, ma che non permette agli altri di poter accedere alle proprie Connection.

Mi sembra che dietro questo comportamento si celi la paura  che qualcuno possa mettere il naso nel "mio" orticello.

A parte questo, che comunque dal punto di vista dell'etichetta web 2.0 mi sembra una scortesia bella e buona,  questi utenti o non hanno compreso a fondo che il web 2.0 si basa sulla condivisione e che l'impressione che offrono è che hanno qualcosa da nascondere o che il loro network è talmente prezioso da non poter essere condiviso con gli altri.

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[...]

Così come Google, Microsoft ha fatto una pessima figura durante l’intera conferenza (a parte il caso di Lockheed Martin, basato su Sharepoint, che tuttavia ha richiesto 40 persone e qualche milione di dollari per la customizzazione). Sharepoint si è confermata una piattaforma non pronta ed assolutamente non adatta all’Enterprise 2.0 se non in seguito ad un pesantissimo lavoro di adattamento. La sua roadmap è eccessivamente lenta in un mercato così rapido e reattivo. Nonostante questo è chiaro che la sua omnipresenza le garantirà un ruolo primario all’interno delle aziende.

Ibm ha continuato a mostrare Connections e Quickr e possiede al momento la migliore soluzione Enterprise 2.0 sul mercato. Non sono però convinto della poca linearità del processo di acquisto e deployment (è necessario portarsi a casa l’infrastruttura tipicamente utilizzata da IBM, il costo è veramente elevato, il wiki non è disponibile se non acquistando insieme Connections e Quickr).

La parte da leone all’interno di molti contesti la faranno probabilmente le offerte best-of-the-breed, prodotti che hanno anticipato e fatto il mercato (come Socialtext, Confluence, Connectbeam, Jive, Newsgator, etc) e che oggi si stanno integrando a Connections e Sharepoint per colmarne le lacune e trascinare l’innovazione. Di queste tecnologie parlerò nei prossimo mesi, annunciando alcune importanti novità sull’Italia.

Il sentiment di fondo è che l’Enterprise 2.0 è ancora nella sua infanzia. La sua carica innovativa e le differenze con il mondo tradizionale enterprise sono forti, ma le azienda fanno ancora fatica a coglierne sfide ed opportunità. Questo discorso vale ancora di più per l’Europa.

Il pubblico dell’Enterprise 2.0 Conference di Boston era quasi al 100% americano (pochi australiani, pochi europei, pochissimi asiatici), mentre è chiaro che questo mercato sta crescendo aggressivamente proprio in Europa ed Asia, all’interno di contesti culturali, linguistici, economici molto diversi da quelli statunitensi. E’ anche per questo che sono straconvinto della necessità di moltiplicare eventi come l’International Forum on Enterprise 2.0.

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:POSTTITLE:Xen Virtual Day - il video:ENDPOSTTITLE:
:TESTO:
Questo è il risultato del montaggio molto artigianale che ho fatto in questo fine settimana.

Grazie a Stefano Santini per le riprese.

:ENDTESTO:
:POSTDATA:22/06/2008 14:04:ENDPOSTDATA:
:POSTCATEG:virtualizzazione, youtube, vivido, xenserver, xendesktop, xenapp:ENDPOSTCATEG:
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